Il risk management

Che cos’è

Dietro la parola Risk Management si immaginano situazioni di estrema emergenza oppure che si tratti di studi incredibilmente complicati su come evitare e gestire le catastrofi. Nella realtà il termine viene utilizzato in svariati campi per indicare una serie di buone pratiche messe in atto per conoscere i rischi che si corrono ed eventualmente porre rimedio.

Riunione di lavoro

Non bisogna pensare che il Risk Management sia unicamente indirizzato alle grosse aziende poiché tutti necessitano di fare una propria analisi dei rischi e, in parte, viene già fatta quotidianamente in modo inconsapevole e senza un metodo preciso.

In questo articolo prenderemo in considerazione il Risk Management assicurativo e vedremo il processo che porta alla consapevolezza ed all’azione.

Molto spesso si è portati a vedere gli assicuratori come dei venditori che, per loro sfortuna, non vendono un aspirapolvere del quale ti possono far vedere come riesca a pulire bene negli angoli più remoti ma bensì dei pezzi di carta, scritti con termini difficili e di cui non si capisce mai bene cosa coprano e a cosa ci servano. Se anche voi lo avete pensato almeno una volta non vi preoccupate il problema non è vostro, è solamente mancato un pezzo del percorso di Risk Management.

Il processo

Nella teoria il processo di Risk Management, o processo di gestione del rischio, è “l’insieme di attività, metodologie e risorse coordinate per guidare e tenere sotto controllo un’organizzazione con riferimento ai rischi” (UNI 11230. Vocabolario, marzo 2007). Si tratta quindi di un processo aziendale volto alla gestione completa ed integrata dei rischi, mediante attività sistematiche che passano attraverso le seguenti fasi:

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  • Individuazione dei rischi

  • Eliminazione

  • Riduzione

  • Trasferimento

  • Ritenzione

Vediamo ora nella pratica di cosa si tratta.

Individuazione dei rischi

Il primo punto in assoluto, ed anche il più difficile, risulta quello dell’individuazione dei rischi. Significa analizzare le cose che quotidianamente facciamo, porci delle domande cercando delle risposte che riescano a convincerci. Io mi sono posto il problema, ad esempio, di quante ore della mia giornata passo in macchina per lavoro e tutte le cose che potrebbero capitare in quei momenti. Certo, ho dovuto superare il primo momento in cui, preso dalla scaramanzia tipica italiana, ho avuto un blocco nel pensare a queste cose ripetendomi il classico “ma figurati se succede proprio a me”, ma sono riuscito a liberarmi da questo impasse ponendomi un’altra domanda, “se però mi succede davvero?”, così a quel punto è effettivamente iniziato il mio processo di Risk Management personale. Solo accettando di pensare davvero a tutte le variabili possibili si può essere certi non aver lasciato, inconsapevolmente, qualcosa al caso. Voi provate a pensare alla vostra realtà; magari siete dei professionisti, degli imprenditori o dei dipendenti ma in ogni caso vi assicuro avrete delle situazioni potenzialmente dannose. Non sarebbe meglio conoscerle ed avere un piano già impostato se dovesse succedere?

Questa fase prevede, come dice il termine stesso, l’eliminazione dei rischi che si sono evidenziati ma, nella pratica, non tutti si possono eliminare. Nel mio caso non posso non andare a lavorare in auto e, quindi, difficilmente potrò eliminare questo rischio. In altre situazioni, potrei ad esempio sostituire un forno industriale alimentato a gas con uno elettrico ed eliminare il rischio esplosione nella mia fabbrica. In questa fase quindi si valuta che cosa può essere eliminato e che cosa vuole essere eliminato.

Riduzione

A questo punto giungiamo avendo già, forse, ridotto i nostri rischi non ci rimane che occuparci degli ineliminabili. La strada da percorrere è quella della riduzione dei rischi residui sia in termini di probabilità sia in termini di intensità. Proveremo quindi a fare in modo che difficilmente avvenga un fatto dannoso e, qualora succeda,  l’impatto del danno sia il più contenuto possibile. Così, ad esempio, io ho optato per un’auto oggettivamente più sicura e robusta dotata di sistemi di protezione più evoluti. L’imprenditore può aver adottato una nuova procedura di manutenzione sul macchinario ed installato sistemi di protezione di ultima generazione che permettono il contenimento dei danni.

Trasferimento o ritenzione

Una volta eliminato il rischio, e dove non possibile ridotto, ci si trova dinanzi ad un bivio ed il trasferimento e la ritenzione rappresentano le due strade percorribili. A questo punto del percorso conosciamo esattamente i rischi a cui dobbiamo far fronte. Ora, secondo la nostra propensione personale, dobbiamo stabilire quali rischi vogliamo accollarci e di quali, invece, non vogliamo nemmeno sentir parlare. Le compagnie assicurative fanno questo di mestiere, si accollano i vostri rischi facendosi per questo pagare un premio commisurato al rischio stesso.

Valutazione finale

Al termine di questo processo alcuni assicuratori rilasciano un documento riassuntivo il quale, in modo schematico, mette di fronte il cliente della situazione riscontrata, ai rischi individuati ed alle possibili soluzioni che si possono adottare, come visto in precedenza, tramite la riduzione, il trasferimento oppure la ritenzione.

Dovrebbe ormai essere chiara la risposta alla domanda che ci siamo posti in premessa su a che cosa ci servisse sapere cosa fosse il Risk Management. Tutti quanti dobbiamo fermarci un attimo e pensare alla nostra situazione lavorativa e familiare provando a capire quali eventi dannosi potrebbero danneggiarci seriamente o comunque creare dei problemi alla nostra stabilità economica e familiare. Fatto questo potremo continuare la nostra vita quotidiana avendo, però, la consapevolezza di avere un piano prestabilito certo per il futuro incerto che ci attende.

Le figure interessate

Un buon consulente assicurativo potrà darvi una mano ad affrontare alcuni aspetti della vostra analisi. Saprà altresì consigliarvi, secondo la sua esperienza, come poter operare con gli strumenti che il mercato assicurativo mette a disposizione. Qualora vi rivolgeste ad un intermediario assicurativo, che deve essere sempre regolarmente iscritto al Registro unico degli intermediari – RUI, questo tipo di consulenza rientra già nella sua operatività ed il costo del servizio viene pagato tramite il premio assicurativo corrisposto all’assicuratore al momento della stipula del contratto. Qualora, invece, ci si rivolga ad un professionista che svolge unicamente attività di consulenza, senza intermediazione, potrebbe essere richiesto un compenso per i servizi svolti.

Nelle grandi aziende spesso viene delegata la gestione dei rischi assicurativi ad una figura interna chiamata Risk Manager. Questa mansione aziendale, che si sta evolvendo e specializzando negli ultimi anni, svolge attività di Risk Management dall’interno dell’azienda e funge da referente nel momento in cui l’impresa si rivolge al mercato assicurativo per cercare le soluzioni desiderate o per gestire la riduzione e l’eliminazione dei rischi. Nelle realtà più piccole spesso l’imprenditore è direttamente coinvolto nello svolgimento dei lavori, e spesso è la figura deputata alla gestione dei rischi. In questa situazione è importante per l’imprenditore affidarsi ad un consulente competente in grado di analizzare i rischi e fornire soluzioni indicate alla sua realtà. Molto spesso il prezzo inferiore delle coperture assicurative corrisponde ad un minor grado di copertura anche a parità di rischi assicurati.

Consiglio

Voglio terminare questo articolo lasciando con una indicazione da seguire. E’ consigliabile analizzare voi stessi i rischi a cui vi sentite più esposti ed approfondire successivamente la vostra situazione assieme ad un professionista del settore. Questo vi aiuterà a valutare con un occhio “esterno” la vostra azienda e vi fornirà ulteriori consigli circa le soluzioni che il  mercato assicurativo offre. 

 

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